E=mc2
Scopriamo insieme cosa significa!                         

Questa pagina è curata da ALBERT EINSTEIN & CLAUDIO DE PAOLA!

 
E=mc2... Sono in tanti a conoscere questa famosissima formula ma in pochi a sapere cosa realmente significa. Il mitico A.Einstein, col calcolo infinitesimale, mostrò che se T è l'energia cinetica di una particella con velocità v e massa m,definita come lavoro speso per portare la particella dalla quiete alla velocità v e quindi per aumentare la massa da m° a m, sussiste la relazione: (1) m=m° + T/c2.


La massa m di un corpo che si muove con velocità v si può pertanto considerare uguale alla massa a riposo m° aumentata dell'energia cinetica relativistica moltiplicata per il fattore 1/c2. La relazione precedente mostra come l'aumento della massa, in conseguenza della sua velocità, determina un aumento dell'energia cinetica. A questo punto Einstein ritenne che questo diretto legame non valesse solo per l'energia cinetica ma che "più in generale potesse esistere una ben definita equivalenza fra la massa e l'energia". In altre parole, anche alla massa a riposo m° deve corrispondere una equivalente energia a riposo E° espressa mediante la relazione m°=E°/c2. La (1) assume allora la forma:
m=E°/c2 + T/c2 o anche mc2=E°+T


Se ora indichiamo con E L'energia totale di un corpo in moto (energia relativistica), pari alla somma dell'energia a riposo E°=m°c2 e dell'energia cinetica T, possiamo scrivere la più famosa relazione di Einstein:
E=mc2
Conseguentemente essendo: T=E-E°=(m-m°)c2 l'energia cinetica di una particella è definita dalla differenza fra l'energia totale E=mc2 della particella in movimento e l'energia a riposo E°=m°c2 della particella quando è ferma.


Grafico ENERGIA-VELOCITA'
Utilizzando un sistema di assi cartesiani, rappresentiamo in ascisse l'energia cinetica relativistica T e in ordinate il quadrato della velocità v. Otteniamo così la curva che secondo la meccanica einsteiniana fa tendere la velocvità a c2 quando T tende all'infinito. Secondo la fisica classica, invece, essendo v2=2T/m°, la curva diventa una retta, sicchè all'aumentare di T il quadrato di v aumenta senza alcun limite, contrariamente a quanto afferma la teoria della relatività.

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ALBERT & CLAUDIO...


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ASTRONOMIA GENERALE (le lezioni del prof. L. A. SMALDONE)


 

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